
Nelle popolazioni originarie di tutto il continente denominato America si utilizzò il tatuaggio da tutte le antiche tribù. Malgrado durante le colonizzazioni da parte degli europei sia stato distrutto quasi tutto il patrimonio di artefatti rimangono testimonianze sugli usi e costumi dei nativi grazie ai registri di viaggio raccolti dai vari relatori ed artisti facenti parte degli equipaggi e dei gruppi di spedizione. Vi sono molti testi che raccolgono in maniera ordinata e sensibile questi documenti, per molte decadi mai lasciate alle consultazioni. Da Nord a sud e da est ad ovest, come nel caso di molte altre tribù sparse sui territori di tutto il mondo si notano i moltissimi esempi di tatuaggio. Osservando i tratti, le forme, gli intervalli tra la pelle tatuata e quella lasciata allo stato originario si osservano le molte strutture stilistiche. Seguendo gli ideali estetici e simbolici si costituisce un vero e proprio linguaggio.
Su tutto il territorio a nord-ovest, dove oggi sono localizzati l’ Alaska ed il Canada, alle pendici dei monti e sulle coste del pacifico si insediarono queste grandi tribù. Esse adottarono elaboratissime tecniche di abbellimento riversate su innumerevoli materiali. Il tatuaggio sorse spontaneamente come adorno ed anche allo scopo divinatorio e celebrativo. Il popolo Haida ha costituito un grande patrimonio di figure totemiche ed ha utilizzato rappresentare e celebrare con le figure animali, sìa la natura nella quale vivevano, sìa ogni caratteristica comportamentale propria di ogni animale. Tutte queste figure erano impiegate per educare, tramandare informazioni e meditare sui valori dell’ esistenza questi popoli. Ogni elemento naturale veniva rappresentato nel tatuaggio. Le tecniche di esecuzione vedevano l’ uso di ossature di uccelli o di pesci lavorate per costruire le parti pungenti o taglienti, per il pigmento venivano utilizzate le fuliggini di vari frutti esiccati
